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domenica, luglio 05, 2009

Convertire un file audio da formato AMR a formato OGG Vorbis

Recentemente ho avuto la necessità di convertire una suoneria, presente in un cellulare Nokia N70, dal formato proprietario AMR ad un formato un pochino più fruibile come ad esempio OGG Vorbis o MP3.

Per eseguire questa conversione, con Debian GNU/Linux sono necessari pochi semplici passi:

1) per prima cosa bisogna installare i pacchetti necessari, in caso non siano già presenti, con il seguente comando:

sudo apt-get install alsa-utils amrnb amrwb libamrnb3 libamrwb3 vorbis-tools

2) quindi, si passa a convertire il file sorgente (chiamiamolo SORGENTE.amr) in un file intermedio in formato grezzo RAW (chiamiamolo SORGENTE.raw):

amrnb-decoder SORGENTE.amr SORGENTE.raw

3) per sentire se la conversione intermedia è andata a buon fine, eseguire il seguente comando:

aplay -t raw -c 1 -r 8000 -f S16_LE SORGENTE.raw

4) a questo punto si porta a termine la procedura generando il file finale (chiamiamolo DESTINAZIONE.ogg) in formato OGG Vorbis:

oggenc -r -B 16 -C 1 -R 8000 -o DESTINAZIONE.ogg SORGENTE.raw

Et voilà! Semplice, no?
Poi, dal formato OGG Vorbis potete tranquillamente passare ad un qualsivoglia altro formato.

Ciau! :-D

giovedì, luglio 02, 2009

Ibernare un PC con Ubuntu usando lo swap su file

E rieccoci qui. Dopo un lungo periodo di inattività su questo blog (e dopo che mi è stato chiuso l'account AdSense... grazie, Google!), finalmente un nuovo post, che deve la sua stesura ad una breve ma interessante discussione che ho avuto ieri con un mio amico.

Oggi parliamo di ibernazione (di un portatile, non di un qualche pirla che decide di farsi congelare per poi risvegliarsi dopo qualche centinaio d'anni e scoprire che il mondo è abitato solo più da topi e delfini... :-P).

Premetto che, vuoi per pigrizia, vuoi per mancanza di tempo, non mi è mai capitato di provare l'ibernazione di un sistema operativo. Poi, qualche giorno fa, ho deciso di fare un tentativo, così, tanto per, sul mio Dell XPS M1330 sul quale utilizzo Ubuntu 9.04. Bene, dopo aver cliccato su "Shutdown" e quindi su "Hibernate", però, la macchina non si è congelata, bensì si è proprio *inchiodata* di brutta maniera. Ottimo.

Dopo quindi le canoniche bestemmie e qualche secondo di ragionamento per capire l'origine del problema, mi sono improvvisamente ricordato che... ehm... sul mio portatile non ho una partizione di swap, anche perchè con 4 GB di RAM davvero non ne ho bisogno. Già, ma lo swap è indispensabile per l'ibernazione, e sinceramente mi sarei aspettato che Ubuntu mi dicesse qualcosa tipo "Attenzione, non possiedi una partizione di swap!" oppure "Attenzione, lo spazio di swap a disposizione non è sufficiente!" oppure ancora "Brutto scemo, vai a coltivare patate che è meglio!".

E qui è sorto il dubbio. Un sistema Unix consente di creare un'area di swap su un qualsiasi device a blocchi, sia sotto forma di disco intero che sotto forma di partizione oppure ancora di file su un filesystem già montato. Siccome il mio disco è già partizionato e non avevo alcuna intenzione di ridurre una partizione per aggiungerne una di swap, ho pensato di sfruttare lo swap su file.
Già, ma siccome lo swap su file, per poter essere sfruttato, presuppone che il filesystem sul quale esso risiede sia montato, cosa capita nella fase di resume della macchina?!? Viene prima montato il filesystem e poi letta l'area di swap, o capita il contrario (visto che ragionevolmente nell'area di swap risiedono tutte le informazioni per poter riportare la macchina allo stato precedente all'ibernazione)? Bella domanda.

E la risposta è arrivata al volo: ieri sera ho scoperto un fantastico tutorial, HOWTO: Use swap file instead of swap partition and have working hibernation, che spiega passo passo come utilizzare lo swap su file per far funzionare l'ibernazione. L'ho provato e ha funzionato alla grandeeeeee!!!

giovedì, febbraio 19, 2009

Corso autogestito GNU/Linux 2009

È in partenza l’edizione 2009 del corso su GNU/Linux gestito autonomamente dagli studenti (ed ex-studenti) del Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino.

Il corso è aperto al pubblico esterno e totalmente gratuito, tuttavia il livello tecnico del corso è piuttosto alto. Non si tratta di un programma adatto ai principianti e sono fondamentali delle basi piuttosto buone; siamo pur sempre nel dipartimento di informatica!
Detto ciò, l’edizione di quest’anno sembra essere molto interessante e almeno la prima lezione è fruibile da tutti, perciò fatevi avanti!

Calendario:
0) 10 marzo 16:00 Codice, soldi, libertà, divertimento
1) 17 marzo 16:00 Architettura del sistema GNU/Linux
LIP) 24 marzo 14:00 Installation Party
2) 8 maggio 14:00 Linea di comando, come fare tanto con poco
3) 15 maggio 14:00 Configurazione wired e wireless, servizi di rete
4) 22 maggio 14:00 Il software per lo sviluppo software
5) 29 maggio 14:00 Sicurezza e crittografia
6) 5 giugno 14:00 Virtualizzazione e panoramica sui sistemi UNIX

La lezione 0 non è tecnica ed è adatta a tutti (e molto importante). Le lezioni 1,2 e 3 sono per chi vuole diventare un utente GNU/Linux mediamente esperto. Le restanti sono invece più tecniche per chi vuole qualcosa in più e potrebbero interessare anche i professionisti.

È molto gradito l’avvisare della propria intenzione di partecipare con un commento qui (o per e-mail), lasciando la propria e-mail, per ogni eventualità. Questo genere di commenti non verrà pubblicato.

Le lezioni si terranno in aula B, mentre il LIP in aula studio, salvo variazioni. Materiali e forum del corso sono su i-teach.
Per chi volesse diffondere l’iniziativa, prego di linkare questa pagina per poter ricevere i commenti e le mail di chi vuole partecipare.

Fonte originale: il blog di Andrea Ratto

venerdì, febbraio 13, 2009

Stranezze di un filesystem Unix...

Ok, lo so già, non ho scoperto niente di che... però mi ha fatto sorridere questo singolare comportamento del filesystem ext3 (e probabilmente anche di altri filesystem Unix), scoperto per caso:
Strano comportamento, seppur probabilmente voluto, da parte dei link simbolici, non trovate?

martedì, ottobre 21, 2008

LinuxDay 2008 a Torino

E riecco che il LinuxDay, evento di fama nazionale tanto atteso da grandi e piccini, si ripresenta nella sua edizione 2008.


Anche quest'anno, così come nel 2007, la manifestazione avrà luogo a Cascina Roccafranca.

Per maggiori informazioni su questo fantastico evento, potete visitare sia
blog che il sito ufficiale.

Mi raccomando dunque, accorrete numerosi!!!!!!

domenica, agosto 17, 2008

Lo sapevate che esiste anche la Ubuntu Cola?!?

Zampettando allegramente per le strade di Stoccolma in una giornata leggermente piovosa (ciò è più che normale, uno va in vacanza ad agosto e trova pioggia, no?), decisi di infilarmi in uno dei tanti 7-Eleven sparsi per tutto il mondo (tranne che in Italia, ovviamente), e con grande sopresa vidi questo volantino attaccato ad uno dei frighi:


Gioia e tripudio!!! Ora Ubuntu non solo la si installa ma la si ingurgita pure!!! Che sia succo di pinguino spremuto?!? :-D

Mi resi conto in fretta però che la bevanda in questione nulla aveva a che fare con GNU/Linux, bensì era un prodotto della Ubuntu Trading, azienda che produce non si sa bene cosa (e che ha un web server mezzo scassato).

E no, non chiedetemi se l'ho provata perchè non ci ho proprio pensato (e forse è meglio così...).

mercoledì, luglio 16, 2008

Il portale di UniTO e alcune lievi incomprensioni

Oggi, dopo un po' che non lo facevo causa mancanza di necessità, ho provato a collegarmi al portale UniTO dell'Università degli Studi di Torino per vedere alcune cosucce.

Con grande rammarico devo ammettere che non sono andato oltre la schermata di login, come potete constatare dalla seguente immagine:


"Ahahah, chissà che browser ciucco usa quello scoppiato di d1s4st3r!!!" direte voi, ridacchiando e maliziosamente pensando che mi sia messo a pacioccare con lo user agent (cosa che peraltro ho più e più volte fatto per puro diletto), ed ecco invece cosa stavo usando, gnè gnè gnè:

Your User Agent is: Mozilla/5.0 (X11; U; Linux i686 (x86_64); it; rv:1.8.1.14) Gecko/20080404 Iceweasel/2.0.0.14 (Debian-2.0.0.14-0etch1)

Io non so che tipo di controlli abbiano fatto i beoti che hanno realizzato il suddetto portale (anche se un sospetto ce l'ho, ed è molto, molto raccapricciante...), ma spero si rendano conto, prima o poi, che se proprio decidono di costringere gli utenti ad usare un gruppo limitato e ben preciso di browsers, quantomeno sarebbe opportuno valutare il tipo di motore di rendering piuttosto del nome giocoso che un developer dà alla propria creatura (della serie: se si chiama "Firefox" vai avanti, altrimenti se si chiama "Iceweasel" o "Flock" o "Internet Exploder" blocca tutto perchè potrebbe essere un h4x0r brutto e cattivo che vuole diventare padrone del mondo).

lunedì, luglio 07, 2008

Togliere il NetworkManager e mettere Wicd su Ubuntu

Il NetworkManager di Ubuntu è il Male. L'idea di per sè non è stupida, anzi, un bel tool per gestire in maniera semplice e veloce le configurazioni di rete ci può stare, ma un tool che non funziona come si deve non ha ragione di esistere. Deve bruciare. Deve finire per sempre in /dev/null.

Ad essere sincero non mi ha mai dato problemi con le reti wired, ma è da sempre che mina alla mia stabilità mentale quando si tratta di usare le reti wireless. Oggi mi sono ufficialmente rotto il gutso.
D-Bus è odioso, NetworkManager funziona solo quando gli pare, Gnome KeyRing fa a botte con nm-applet... basta!!!

Qui dunque spiego velocemente come ranzare via per sempre quel cesso di tool.

Per eliminarlo, basta un semplice:

$ sudo apt-get remove --purge network-manager network-manager-gnome

Poi, per sicurezza eliminiamo gli script di init ad esso associati (il passaggio precedente dovrebbe già averlo fatto, ma siccome non ho controllato...):

$ sudo update-rc.d NetworkManager remove

Addio, spina nel koolo!!!

Adesso però può essere cosa saggia installare una valida alternativa (non che la riga di comando non lo sia, anzi, ma ci sono casi un cui un tool grafico risulta più immediato, come ad esempio quando ci si deve collegare alla svelta ad una WPA Enterprise con certificato).

Io consiglio Wicd. Ha un'interfaccia un pelino meno immediata, ma quantomeno funziona.
Per installarlo, seguire i seguenti passi:

$ sudo echo deb http://apt.wicd.net hardy extras >> /etc/apt/sources.list
$ sudo apt-get update
$ sudo apt-get install wicd

Infine, per avere una comoda iconcina di gestione sul nostro pannello di Gnome, è sufficiente eseguire il file /opt/wicd/tray.py.

E' tutto, saluti e baci.

venerdì, maggio 30, 2008

Linux Summer Fest al T@urus di Ciriè

Segnalo il prossimo evento pinguinoso a cura della Torino Linux Task Force.

Stavolta si tratta del Linux Summer Fest, giornata interamente dedicata al divertimento e alla prova e alla fruizione sul campo di software e musica liberi.

Qui di seguito il volantino...


... e qui qualche informazione in più.

Accorrete numerosi, neh!!!

giovedì, maggio 22, 2008

Dell XPS M1330 e tante piccole soddisfazioni

Ebbene sì, l'ho fatto. Ho cambiato portatile.

Dopo 5 anni di onorata carriera, il mio Toshiba Satellite 5200-801 è stato sostituito (ma non è finito in disuso, l'ho passato a una persona a cui servono solo Internet e Micro$oft Office... povero computer...).

La scelta del nuovo portatile è ricaduta, senza neanche troppi dubbi, sullo splendido Dell XPS M1330.


Avevo bisogno di un portatile un po' più maneggevole, leggero, potente, e che non mi creasse problemi con GNU/Linux. Senza alcun dubbio, direi che ho fatto la scelta giusta. Se dovessi descriverlo con una sola parola, direi che "gioiello" è il termine più appropriato.

La prima cosa che ho fatto è stata ranzare via quello schifo immondo che è Windows Vista (già, perchè Dell Italia ancora non distribuisce portatili con GNU/Linux preinstallato). Subito dopo ho (temporaneamente) installato Ubuntu Hardy Heron per vedere se tutto l'hardware fosse in grado funzionare a dovere senza rogne (NB: in tutta sincerità, Ubuntu a me fa un pò c****e, ho sempre usato la suprema Slackware e continuerò a farlo, ma in questo caso volevo avere un riscontro immediato di cosa andava e cosa no nella maniera più veloce e a prova di niubbo possibile).
Sì è avverato un sogno: funzionava tutto. E quando dico tutto, dico proprio tutto. Controller SATA, webcam, scheda di rete wireless, lettore di impronte digitali, lettore SD-Card, tuttooooooooo!!! Grazie, Dell, grazie!!!

Allora, già che c'ero, preso da un raptus di estasi da geek, mi sono detto "perchè non proviamo finalmente OpenSolaris, ora che abbiamo un computer decente?!?".
Detto fatto, su un'altra partizione ho installato il suddetto sistema Unix derivato da Solaris della Sun Microsystems (era una vita che volevo provare ZFS).
L'installazione è stata una passeggiata, il sistema è poi partito senza problemi, ma sono quasi svenuto quando ho visto Compiz funzionare magistralmente senza che avessi fatto alcunchè. Cioè, capite, Compiz su OpenSolaris senza muovere un dito! E ha beccato pure la scheda di rete wireless! Totale, gente, davvero totale.

Beh, che dire, sono proprio soddisfatto. E qui non voglio assolutamente fare pubblicità gratuita, ma se decidete di comprare un nuovo computer e siete utenti GNU/Linux come me, ci sono davvero tante ottime ragioni per prendere un Dell.

sabato, aprile 05, 2008

Linux Installation Party al Caffè Basaglia di Torino

Il 19 aprile si terrà al Caffè Basaglia (via Mantova 34, Torino) il secondo Linux Installation Party a cura della Torino Linux Task Force.

L'evento avrà inizio alle ore 14 e si concluderà per le ore 18.

Siete tutti invitati a venire con il vostro computer per essere seguiti nell'installazione di GNU/Linux, o anche solo per porre qualche domanda o per pura e semplice curiosità.

Qui c'è volantino dell'evento (grazie a Grigio per la realizzazione):


Accorrete numerosi, il sistema operativo migliore al mondo vi aspetta!!!

lunedì, febbraio 25, 2008

Come creare un effetto "fumetto" con Gimp

Recentemente sono riuscito a trovare un modo per trasformare alcune immagini (per lo più fotografie) in simpatici fumetti, e il tutto in maniera alquanto soddisfacente.
E siccome la conoscenza va condivisa, sempre, ho deciso di fare questo piccolo tutorial.

Ok, cominciamo!

Prima di tutto, vi serve Gimp 2.4, che trovate già disponibile per Ubuntu, per Slackware, per Gentoo... insomma, per qualunque distribuzione dal momento che è l'ultima versione stabile.

Dopodichè, vi serve il seguente insieme di scripts per Gimp: Photo Effects.

Una volta scaricato l'archivio zippato (io per abitudine scarico sempre i vari archivi in /tmp), si procede all'installazione degli scripts nel seguente modo:

$ cd /tmp
$ unzip photo-effects_24.zip
$ cp ev_iccii_photoeffects_24.scm ~/.gimp-2.4/scripts
$ mv Presets ~/.gimp-2.4/gimpressionist/presets

Bene, adesso aprite Gimp, aprite un immagine a caso e andate nel menu Script-Fu; noterete subito che è apparsa una nuova voce, Photo Effects.

Bene, adesso passiamo alla parte più divertente (NB: il fatto che la scelta dell'immagine per le nostre prove sia ricaduta su una foto di Keeley Hazell, ovvero una delle più grandi gnocche sulla faccia della Terra, è da considerarsi puramente casuale...).

Aprite un'immagine e createne subito una copia.


A questo punto, sulla copia applicate il seguente effetto: Script-Fu ---> Photo Effects ---> Artist ---> Cartoon..., mentre sull'immagine originale applicate invece questo: Script-Fu ---> Photo Effects ---> Artist ---> Cartoon2... (io mi trovo bene con i valori 16 e 10, vedete un po' voi). Ricordatevi infine di unificare i livelli di entrambe le immagini prima di proseguire.


Ora, per ottenere l'effetto finale, copiate ed incollate la copia dell'immagine sull'immagine originale, e a questo punto fate un po' di prove con il Layers Mode del secondo livello che si è appena creato (in questo caso, io ho scelto "Soft Light", ma si possono fare tante altre gabole niente niente male...):


Una volta soddisfatti, unificate i livelli e avrete finito.

Se poi avete piacere di aggiungere anche un bordo, andate su Filters ---> Decor ---> Add Border..., quindi scegliete il colore e lo spessore del bordo (io ho scelto il nero con valori 12, 12 e 25). Come ultimo tocco di classe, sarebbe poi opportuno ridimensionare l'immagine alla risoluzione precedente, visto che l'aggiunta del bordo l'ha un po' inspessita. Inoltre, il ridimensionamento comporta un lievissimo effetto "sfumatura" che male non fa, anzi.

Ecco il risultato finale:


Buon divertimento!!!
E se realizzate qualcosa di carino, postate un link nei commenti così gli do un'occhiata!!!

martedì, gennaio 15, 2008

KDE 4 su Slackware 12? Non va un c***o!

Finalmente, dopo lunghi ed estenuanti periodi d'attesa e di tanta curiosità, KDE 4, o più precisamente KDE 4.0.0, è stato reso disponibile al mondo.

Nei primi giorni successivi alla sua uscita, tanti bravi e volenterosi individui si sono messi all'opera per pacchettizzare il nuovo desktop manager per la maggior parte delle distribuzioni di GNU/Linux. Nel giro di pochi giorni sono usciti pacchetti e guide all'installazione per Kubuntu, OpenSuse, Debian, Fedora, ArkLinux... ma niente per la mia adorata Slackware.

Già, forse avrei potuto installare KDE 4 dai sorgenti scaricabili dall'SVN, ma non avevo voglia di lasciare il portatile a compilare per ore e ore.

In realtà, ho scoperto poi che nel frammentre qualcuno ha creato (o almeno ci ha provato) dei pacchetti .tgz per Slackware, ma il mio istinto mi ha sempre suggerito di tenermene alla larga. Mai tradire il proprio istinto.

Ho trovato tutti i links ai pacchetti necessari su questo blog spagnolo (ma poi perchè 'sto pirla ha usato RapidShare?!? Io odio RapidShare!!!), che a sua volta rimanda a MyTux, "il sito dove Linux diventa tuo" (perchè, prima di chi era?).

Bene, dopo aver scaricato i 29 pacchetti suggeriti, ho proceduto alla loro installazione, già pregustandomi le nuove chicche di KDE 4 (e preparandomi saggiamente all'assai probabile tempesta di cristoni indotta dalla dichiarata instabilità del nuovo ambiente...).

Ok, faccio solo un piccolo excursus. Come ben sapete, da sempre P. J. Volkerding ha scelto di tenere separato KDE dal resto del sistema, mettendolo quindi in /opt/kde, per questioni di ordine, pulizia e facilità di gestione. Dalle versione 12 della sua mitica distro, invece, ha deciso di spalmare il desktop manager nelle varie parti del filesystem secondo lo standard de facto seguito dalle altre distribuzioni. Detto ciò, andiamo avanti.

Terminata l'installazione dei 29 pacchetti, provo a lanciare KDE 4 ma mi rendo conto che mancano tutti i binari... ehm... Dopo qualche rapida visita di alcune directories considerate salienti, mi rendo conto, con sommo orrore, che KDE 4 si è andato a ficcare nella sua interezza in /opt/kde4, come ai vecchi tempi. No... Perchè lì? Perchè, c***o, perchè?!?
Ok, aggiorniamo la cache del linker col nuovo percorso delle librerie, aggiorniamo il $PATH col percorso dei nuovi binari, e lanciamo KDE 4 incrociando le ditina.

Parte! Funziona! Sìììììììììììììì!!!

Bellissimo lo splash screen, un po' meno il desktop finale che si presenta completamente nero in tutte le sue componenti. Beh, per prima cosa mettiamo uno sfondo serio, no? Eh già, non appena ho provato a cambiare lo sfondo si è presentato un flemmatico crash.

Vabbè, riproviamo (stavolta lasciando stare il discorso sfondo).

Riecco il desktop nero, ora vediamo il nuovo menu delle applicazioni. Una gran bella porcata. L'usabilità l'hanno lasciata a casa, direi, insieme a tutti i solidi concetti che stanno alla base dell'Interazione Uomo-Macchina.

Vabbè, proviamo dunque qualche nuova applicazione, tipo Okular, Dolphin, ecc...

Boh, neanche questa volta un misero contentino. Mancano praticamente tutte le librerie necessarie ad un funzionamento quantomeno normale.

Guardate lo screenshot:


Ora, piano piano proverò a sistemare tutti questi problemini a mano, in quanto è l'unico modo per sistemare le cose in maniera intelligente e funzionale.

Poi, aspetterò che qualche buon anima si prenda la briga di pacchettizzare KDE 4 in maniera decente.

Nel frattempo, userò il mio amato e sempre fedele Fluxbox:


Torno a studiare, và, che forse è meglio.

martedì, novembre 20, 2007

Ho provato Android, la nuova e rivoluzionaria piattaforma di Google per cellulari e PDA

Non ho saputo resistere... Non appena è uscita l'SDK di Android, la nuova e rivoluzionaria piattaforma di Google per cellulari e PDA, da bravo e irrecuperabile smanettone che sono l'ho subito installata e provata.

Lo scopo di questo post non è scrivere una recensione, ma devo dire che sono rimasto piacevolmente colpito da questo nuovo sistema.

L'emulatore è veramente veloce (a differenza di quello disponibile per provare OpenMoko), oltre che bello, ma ciò che più sorprende sono la bellezza e la semplicità d'uso dell'intero sistema una volta caricato e pronto.

Effetti di tutti i tipi, trasparenze, immagini, animazioni, supporto al touch-screen, cubi in OpenGL... il tutto in un'interfaccia, ripeto, semplice e pulita. Non mi vergogno a dire che, per quanto riguarda l'aspetto prettamente software (qui l'hardware non c'entra), preferisco di gran lunga Android all'iPhone (sì, ho avuto modo di provare di persona un iPhone... grazie Dany!).

Siccome non mi voglio dilungare troppo, preferisco postare un paio di screenshots (già, perchè uno screenshot vale di più di 10^3 parole...):

Come potete vedere, l'emulatore è proprio bello (inoltre, si possono cambiare le skin! LOL!). Notate come il mio sito viene visualizzato correttamente con il browser già presente in Android... già, ma di che browser si tratta?

Ma di Safari, naturalmente! E' una scelta se vogliamo discutibile, ma quantomeno esso adotta KHTML, il miglior motore di rendering di pagine web mai sviluppato. Il sistema operativo non viene ancora riconosciuto correttamente (ShinyStats lo riconosce come unknown, e qualche altro sito lo ha riconosciuto come WIndows ME).

Ah, naturalmente con l'SDK è possibile sviluppare, in Java, qualsiasi tipo di applicazione venga in mente. L'unico freno è la fantasia. Solo la fantasia.

Cavolo... Google ha fatto centro di nuovo...!!!

Quindi, che dire... non vi resta che provarlo, gente. Ne rimarrete entusiasti!


martedì, ottobre 09, 2007

Convertire documenti di Microsoft Office in PDF tramite la riga di comando

Oggi mi sono definitivamente ed ufficialmente rotto i cojoni.

Sono stufo ed arcistufo di trovare gente che si ostina ad utilizzare gli orrendi formati proprietari di Microsoft Office per divulgare documenti et similia. Mi riferisco in particolare ad alcuni docenti che non riescono a capire che le slides sarebbe meglio distribuirle in formato PDF piuttosto che in quel cesso di PPT.

Quante volte desidero studiare al PC con un sistema leggero e minimale, un semplice Fluxbox come WM e xpdf per leggere i PDF. E invece no! Devo caricare quel bisonte di OpenOffice per poter leggere le slides o gli esercizi (questi ultimi il più delle volte in formato DOC). Poi, già che ci sono, mi metto lì e, non avendo un cazzo da fare, butto nel cesso il poco tempo prezioso che ho per esportare in PDF tutti i files, uno per uno.

Alchè oggi ho detto "basta!!!".

Ho quindi stilato, dopo qualche breve ricerca su Google, una mini-guida che spiega come convertire qualsiasi documento di Microsoft Office in PDF usando semplicemente la riga di comando. Prima di tutto, è necessario avere OpenOffice installato sul proprio sistema, poichè il tutto si baserà sull'uso di una macro creata appositamente per lo scopo.

Per prima cosa, lanciare il binario generico di OpenOffice con:

$ ooffice

Quindi, per creare una nuova macro, cliccare rispettivamente su Tools ---> Macros ---> Organize Macros ---> OpenOffice.org Basic come riportato in figura:


Cliccare poi su My Macros, Standard e quindi sul pulsante New come in figura:


A questo punto, cancellare il testo che potrebbe essere presente nell'editor di testo e copiare il seguente codice (in
Visual Basic, bleeeaaah!!!):

Sub DocumentToPDF(strFile as string)
Dim oDoc as Object
Dim strFilterSubName as String

strUrl = ConvertToUrl( strFile )
oDoc = StarDesktop.loadComponentFromURL( strUrl, "_blank", 0, array(MakePropertyValue("Hidden",true)))

If not IsNull(oDoc) Then
strFilterSubName = ""
' select appropriate filter
If oDoc.SupportsService("com.sun.star.presentation.PresentationDocument") Then
strFilterSubName = "impress_pdf_Export"
ElseIf oDoc.SupportsService("com.sun.star.sheet.SpreadsheetDocument") Then
strFilterSubName = "calc_pdf_Export"
ElseIf oDoc.SupportsService("com.sun.star.text.WebDocument") Then
strFilterSubName = "writer_web_pdf_Export"
ElseIf oDoc.SupportsService("com.sun.star.text.GlobalDocument") Then
strFilterSubName = "writer_globaldocument_pdf_Export"
ElseIf oDoc.SupportsService("com.sun.star.text.TextDocument") Then
strFilterSubName = "writer_pdf_Export"
ElseIf oDoc.SupportsService("com.sun.star.drawing.DrawingDocument") Then
strFilterSubName = "draw_pdf_Export"
ElseIf oDoc.SupportsService("com.sun.star.formula.FormulaProperties") Then
strFilterSubName = "math_pdf_Export"
ElseIf oDoc.SupportsService("com.sun.star.chart.ChartDocument") Then
strFilterSubName = "chart_pdf_Export"
Else
'
EndIf
EndIf

If Len(strFilterSubName) > 0 Then
oDoc.storeToUrl( ConvertToUrl( strFile & ".pdf" ), array(MakePropertyValue("FilterName", strFilterSubName ),MakePropertyValue("CompressMode", "1" )))
EndIf

oDoc.close(True)
End Sub

Function MakePropertyValue( Optional cName As String, Optional uValue ) As com.sun.star.beans.PropertyValue
oPropertyValue = createUnoStruct( "com.sun.star.beans.PropertyValue" )

If Not IsMissing( cName ) Then
oPropertyValue.Name = cName
EndIf

If Not IsMissing( uValue ) Then
oPropertyValue.Value = uValue
EndIf

MakePropertyValue() = oPropertyValue
End Function

Qui un piccolo screenshot:


Fatto ciò, salvare e chiudere OpenOffice.

Ok, ora arriva la parte più interessante.
Se siete in una directory in cui avete un mix letale di files PPT, DOC, XLS, ecc..., vi basta il semplice e comodo comando seguente per convertire tutti i suddetti files direttamente in PDF, senza dovervi neanche preoccupare di esplicitare il formato di origine (ci pensa la macro a rilevarlo):

$ for i in `ls *`; do ooffice "macro:///Standard.Module1.DocumentToPDF(`pwd`/$i)"; done

Naturalmente, ora ci si può sbizzarrire a fare script di ogni genere e sorta in base alle proprie necessità. Inoltre, per il comando sopra riportato non è necessario l'uso di X, perciò si possono convertire i files tranquillamente in modalità solo testuale.

Cià! :-D

sabato, settembre 15, 2007

Debian Cafè a Torino

Ieri sono stato per la prima volta al Debian Café, situato a Torino in via Vanchiglia 25.

Lo si scorge già da qualche metro di distanza grazie alla presenza di una piccola insegna che riporta lo swirl rosso di Debian su sfondo nero.

Il locale è molto carino, semplice e sobrio e al contempo curato.

La prima cosa che si nota addentrandosi un po' nella sala sono alcune immagini appese alle pareti che risultano subito alquanto familiari a chi, come me, segue il software libero. Per fare un esempio, ci sono una foto di Richard Stallman, una rappresentazione del piedino di Gnome, ecc...
Salta anche all'occhio la console con cui il DJ fa musica, circondata dai loghi delle Creative Commons e del formato audio libero OGG Vorbis.

Il locale, oltre alla sala bar, dispone inoltre di altre due ampie sale, una per conferenze, lezioni su GNU/Linux, feste di laurea, ecc..., e una per i concerti.

Ultime due chicche: la prima è che il locale fornisce una connessione wireless ad Internet gratuita (quindi si può andare lì col proprio portatile e navigare in tutta tranquillità), e la seconda è che in giro per la sala è possibile trovare alcune riviste su GNU/Linux e sul software libero (tipo Linux Magazine, Linux&Co., ecc...) da sfogliare liberamente.

Sentiti complimenti, dunque, a colui che ha azzeccato l'idea di aprire questo locale, con l'augurio che diventi un luogo di riferimento dei seguaci del pinguino.

giovedì, giugno 28, 2007

Installazione di Ubuntu: due video divertenti

Un mio carissimo collega, dopo aver acquistato un nuovo portatile Dell, si è affidato alla mia secolare esperienza (lol lol!) sui sistemi GNU/Linux per entrare anch'egli a far parte della grande nonchè amorevole setta dei Seguaci del Re Pinguino.

Dopo aver zappato via con eleganza uindousvista (la cui esistenza sull'harddisk è durata esattamente un giorno e mezzo), si è provveduto a procedere con l'installazione di Ubuntu 7.04 "Feisty Fawn".

Durante la fase iniziale, però, si sono presentati alcuni piccoli incidenti di percorso, principalmente dovuti al fatto che la risoluzione del monitor non è tra quelle standard, e i driver ATi open source non funzionavano neanche provando a sacrificare un capretto in onore del Dio Stallman.

A seguire, dunque, due simpatici video che testimoniano con dovizia l'ardua impresa:




martedì, giugno 12, 2007

Scheda di rete wireless D-Link DWL-G650M su GNU/Linux

Ieri, dopo mesi di indecisioni ed incertezze, ho finalmente comprato una scheda wireless PCMCIA per il portatile. La scelta non è stata facile, sullo scaffale nel megastore ce n'erano parecchie, con caratteristiche e prezzi differenti, e alla fine la scelta è ricaduta su una D-Link DWL-G650M con chip Atheros AR5005VL (prego notare che la mia scheda, pur avendo lo stesso nome, è diversa da quella che c'è nella foto cliccando sul link precedente...). Prima di comprarla, ovviamente, ho provato a chiedere al commesso se c'era la speranza di una qualche sorta di compatibilità con GNU/Linux, ma com'era facile prevedere quel bravo ragazzo mi ha guardato come se avesse appena visto la madonna mangiare un gelato...

Vabbè, conoscendo le D-Link di fama, ho sperato intensamente in una felice convivenza con il pinguino. Speranza che è andata scemando poco dopo.

Quando l'ho ficcata dentro allo slot per provarla, Kubuntu manco l'ha percepita. Niente panico, invochiamo il dio Google. Dai primi risultati della ricerca, evinco che questa scheda non è pienamente supportata da GNU/Linux. "Che culo!" (in realtà ho detto ben di peggio). Vabbè, si continua a cercare. Alla fine leggo da qualche parte che con l'ultima snapshot da CVS di MadWiFi funziona. Provo e ovviamente *non* funziona. Allora, leggo anche che con ndiswrapper e i drivers forniti nel CD della scheda qualcuno è riuscito a farla andare. Provo e di nuovo *non* funziona. Piovono cristi dal cielo stellato, il tempo si ferma, e le nuvole iniziano a piangere angeli morti ricoperti di Nutella. Vado a dormire. Domani è un altro giorno del ca**o.

Oggi, non avendo accettato l'apparente sconfitta, torno alla carica e approdo, con una quasi imbarazzante ovvietà, a questi drivers scaricabili da questa pagina. Con fervore, li sputo dentro ad ndiswrapper e miracolosamente la scheda prende vita, Kubuntu la vede e la battezza wlan0, KDE me la propone come scheda di rete wifi nuova fiammante, e i cristi piovuti la sera prima si asciugano inermi sotto la luce di un nuovo Sole splendente.

lunedì, giugno 04, 2007

Nasce BarberaWare, il portale dedicato allo sviluppo di software libero in Piemonte

E' da poco nato BarberaWare, il portale dedicato agli sviluppatori indipendenti di software libero in Piemonte. News, aggiornamenti, documentazione, idee e proposte per tutti quelli che il software libero non si limitano ad usarlo ed apprezzarlo, ma lo fanno!

Dedicato a tutti coloro che vogliono distribuire il proprio codice e condividere le proprie idee in un ambiente collaborativo, esso offre pieno supporto e tutti gli strumenti necessari: spazio web, repository CVS, forum, mailing list, trackers e molto altro.

Quindi... carissimi sviluppatori piemontesi amanti della bagna caôda... fatevi avanti!!! :-D

domenica, febbraio 11, 2007

Costruire un pinguino di carta

Quando i pinguini di peluche non bastano più, perchè non costruirsi un simpatico Tux di carta?
Ecco come fare:


Il PDF originale lo trovate qui, insieme ad altre simpatiche cosucce.

Ah... se vi interessa sapere come ho fatto a convertire il PDF in due immagini GIF, ecco il procedimento che ho adottato:
$ convert penguin.pdf penguin_%02d.tiff
$ convert penguin_00.tiff penguin_00.gif
$ convert penguin_01.tiff penguin_01.gif
Buon origami a tutti!
:-D