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domenica, luglio 05, 2009

Convertire un file audio da formato AMR a formato OGG Vorbis

Recentemente ho avuto la necessità di convertire una suoneria, presente in un cellulare Nokia N70, dal formato proprietario AMR ad un formato un pochino più fruibile come ad esempio OGG Vorbis o MP3.

Per eseguire questa conversione, con Debian GNU/Linux sono necessari pochi semplici passi:

1) per prima cosa bisogna installare i pacchetti necessari, in caso non siano già presenti, con il seguente comando:

sudo apt-get install alsa-utils amrnb amrwb libamrnb3 libamrwb3 vorbis-tools

2) quindi, si passa a convertire il file sorgente (chiamiamolo SORGENTE.amr) in un file intermedio in formato grezzo RAW (chiamiamolo SORGENTE.raw):

amrnb-decoder SORGENTE.amr SORGENTE.raw

3) per sentire se la conversione intermedia è andata a buon fine, eseguire il seguente comando:

aplay -t raw -c 1 -r 8000 -f S16_LE SORGENTE.raw

4) a questo punto si porta a termine la procedura generando il file finale (chiamiamolo DESTINAZIONE.ogg) in formato OGG Vorbis:

oggenc -r -B 16 -C 1 -R 8000 -o DESTINAZIONE.ogg SORGENTE.raw

Et voilà! Semplice, no?
Poi, dal formato OGG Vorbis potete tranquillamente passare ad un qualsivoglia altro formato.

Ciau! :-D

giovedì, luglio 02, 2009

Ibernare un PC con Ubuntu usando lo swap su file

E rieccoci qui. Dopo un lungo periodo di inattività su questo blog (e dopo che mi è stato chiuso l'account AdSense... grazie, Google!), finalmente un nuovo post, che deve la sua stesura ad una breve ma interessante discussione che ho avuto ieri con un mio amico.

Oggi parliamo di ibernazione (di un portatile, non di un qualche pirla che decide di farsi congelare per poi risvegliarsi dopo qualche centinaio d'anni e scoprire che il mondo è abitato solo più da topi e delfini... :-P).

Premetto che, vuoi per pigrizia, vuoi per mancanza di tempo, non mi è mai capitato di provare l'ibernazione di un sistema operativo. Poi, qualche giorno fa, ho deciso di fare un tentativo, così, tanto per, sul mio Dell XPS M1330 sul quale utilizzo Ubuntu 9.04. Bene, dopo aver cliccato su "Shutdown" e quindi su "Hibernate", però, la macchina non si è congelata, bensì si è proprio *inchiodata* di brutta maniera. Ottimo.

Dopo quindi le canoniche bestemmie e qualche secondo di ragionamento per capire l'origine del problema, mi sono improvvisamente ricordato che... ehm... sul mio portatile non ho una partizione di swap, anche perchè con 4 GB di RAM davvero non ne ho bisogno. Già, ma lo swap è indispensabile per l'ibernazione, e sinceramente mi sarei aspettato che Ubuntu mi dicesse qualcosa tipo "Attenzione, non possiedi una partizione di swap!" oppure "Attenzione, lo spazio di swap a disposizione non è sufficiente!" oppure ancora "Brutto scemo, vai a coltivare patate che è meglio!".

E qui è sorto il dubbio. Un sistema Unix consente di creare un'area di swap su un qualsiasi device a blocchi, sia sotto forma di disco intero che sotto forma di partizione oppure ancora di file su un filesystem già montato. Siccome il mio disco è già partizionato e non avevo alcuna intenzione di ridurre una partizione per aggiungerne una di swap, ho pensato di sfruttare lo swap su file.
Già, ma siccome lo swap su file, per poter essere sfruttato, presuppone che il filesystem sul quale esso risiede sia montato, cosa capita nella fase di resume della macchina?!? Viene prima montato il filesystem e poi letta l'area di swap, o capita il contrario (visto che ragionevolmente nell'area di swap risiedono tutte le informazioni per poter riportare la macchina allo stato precedente all'ibernazione)? Bella domanda.

E la risposta è arrivata al volo: ieri sera ho scoperto un fantastico tutorial, HOWTO: Use swap file instead of swap partition and have working hibernation, che spiega passo passo come utilizzare lo swap su file per far funzionare l'ibernazione. L'ho provato e ha funzionato alla grandeeeeee!!!

giovedì, febbraio 19, 2009

Corso autogestito GNU/Linux 2009

È in partenza l’edizione 2009 del corso su GNU/Linux gestito autonomamente dagli studenti (ed ex-studenti) del Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino.

Il corso è aperto al pubblico esterno e totalmente gratuito, tuttavia il livello tecnico del corso è piuttosto alto. Non si tratta di un programma adatto ai principianti e sono fondamentali delle basi piuttosto buone; siamo pur sempre nel dipartimento di informatica!
Detto ciò, l’edizione di quest’anno sembra essere molto interessante e almeno la prima lezione è fruibile da tutti, perciò fatevi avanti!

Calendario:
0) 10 marzo 16:00 Codice, soldi, libertà, divertimento
1) 17 marzo 16:00 Architettura del sistema GNU/Linux
LIP) 24 marzo 14:00 Installation Party
2) 8 maggio 14:00 Linea di comando, come fare tanto con poco
3) 15 maggio 14:00 Configurazione wired e wireless, servizi di rete
4) 22 maggio 14:00 Il software per lo sviluppo software
5) 29 maggio 14:00 Sicurezza e crittografia
6) 5 giugno 14:00 Virtualizzazione e panoramica sui sistemi UNIX

La lezione 0 non è tecnica ed è adatta a tutti (e molto importante). Le lezioni 1,2 e 3 sono per chi vuole diventare un utente GNU/Linux mediamente esperto. Le restanti sono invece più tecniche per chi vuole qualcosa in più e potrebbero interessare anche i professionisti.

È molto gradito l’avvisare della propria intenzione di partecipare con un commento qui (o per e-mail), lasciando la propria e-mail, per ogni eventualità. Questo genere di commenti non verrà pubblicato.

Le lezioni si terranno in aula B, mentre il LIP in aula studio, salvo variazioni. Materiali e forum del corso sono su i-teach.
Per chi volesse diffondere l’iniziativa, prego di linkare questa pagina per poter ricevere i commenti e le mail di chi vuole partecipare.

Fonte originale: il blog di Andrea Ratto

venerdì, febbraio 13, 2009

Stranezze di un filesystem Unix...

Ok, lo so già, non ho scoperto niente di che... però mi ha fatto sorridere questo singolare comportamento del filesystem ext3 (e probabilmente anche di altri filesystem Unix), scoperto per caso:
Strano comportamento, seppur probabilmente voluto, da parte dei link simbolici, non trovate?

mercoledì, luglio 16, 2008

Il portale di UniTO e alcune lievi incomprensioni

Oggi, dopo un po' che non lo facevo causa mancanza di necessità, ho provato a collegarmi al portale UniTO dell'Università degli Studi di Torino per vedere alcune cosucce.

Con grande rammarico devo ammettere che non sono andato oltre la schermata di login, come potete constatare dalla seguente immagine:


"Ahahah, chissà che browser ciucco usa quello scoppiato di d1s4st3r!!!" direte voi, ridacchiando e maliziosamente pensando che mi sia messo a pacioccare con lo user agent (cosa che peraltro ho più e più volte fatto per puro diletto), ed ecco invece cosa stavo usando, gnè gnè gnè:

Your User Agent is: Mozilla/5.0 (X11; U; Linux i686 (x86_64); it; rv:1.8.1.14) Gecko/20080404 Iceweasel/2.0.0.14 (Debian-2.0.0.14-0etch1)

Io non so che tipo di controlli abbiano fatto i beoti che hanno realizzato il suddetto portale (anche se un sospetto ce l'ho, ed è molto, molto raccapricciante...), ma spero si rendano conto, prima o poi, che se proprio decidono di costringere gli utenti ad usare un gruppo limitato e ben preciso di browsers, quantomeno sarebbe opportuno valutare il tipo di motore di rendering piuttosto del nome giocoso che un developer dà alla propria creatura (della serie: se si chiama "Firefox" vai avanti, altrimenti se si chiama "Iceweasel" o "Flock" o "Internet Exploder" blocca tutto perchè potrebbe essere un h4x0r brutto e cattivo che vuole diventare padrone del mondo).

lunedì, luglio 07, 2008

Togliere il NetworkManager e mettere Wicd su Ubuntu

Il NetworkManager di Ubuntu è il Male. L'idea di per sè non è stupida, anzi, un bel tool per gestire in maniera semplice e veloce le configurazioni di rete ci può stare, ma un tool che non funziona come si deve non ha ragione di esistere. Deve bruciare. Deve finire per sempre in /dev/null.

Ad essere sincero non mi ha mai dato problemi con le reti wired, ma è da sempre che mina alla mia stabilità mentale quando si tratta di usare le reti wireless. Oggi mi sono ufficialmente rotto il gutso.
D-Bus è odioso, NetworkManager funziona solo quando gli pare, Gnome KeyRing fa a botte con nm-applet... basta!!!

Qui dunque spiego velocemente come ranzare via per sempre quel cesso di tool.

Per eliminarlo, basta un semplice:

$ sudo apt-get remove --purge network-manager network-manager-gnome

Poi, per sicurezza eliminiamo gli script di init ad esso associati (il passaggio precedente dovrebbe già averlo fatto, ma siccome non ho controllato...):

$ sudo update-rc.d NetworkManager remove

Addio, spina nel koolo!!!

Adesso però può essere cosa saggia installare una valida alternativa (non che la riga di comando non lo sia, anzi, ma ci sono casi un cui un tool grafico risulta più immediato, come ad esempio quando ci si deve collegare alla svelta ad una WPA Enterprise con certificato).

Io consiglio Wicd. Ha un'interfaccia un pelino meno immediata, ma quantomeno funziona.
Per installarlo, seguire i seguenti passi:

$ sudo echo deb http://apt.wicd.net hardy extras >> /etc/apt/sources.list
$ sudo apt-get update
$ sudo apt-get install wicd

Infine, per avere una comoda iconcina di gestione sul nostro pannello di Gnome, è sufficiente eseguire il file /opt/wicd/tray.py.

E' tutto, saluti e baci.

venerdì, maggio 30, 2008

Linux Summer Fest al T@urus di Ciriè

Segnalo il prossimo evento pinguinoso a cura della Torino Linux Task Force.

Stavolta si tratta del Linux Summer Fest, giornata interamente dedicata al divertimento e alla prova e alla fruizione sul campo di software e musica liberi.

Qui di seguito il volantino...


... e qui qualche informazione in più.

Accorrete numerosi, neh!!!

giovedì, maggio 22, 2008

Dell XPS M1330 e tante piccole soddisfazioni

Ebbene sì, l'ho fatto. Ho cambiato portatile.

Dopo 5 anni di onorata carriera, il mio Toshiba Satellite 5200-801 è stato sostituito (ma non è finito in disuso, l'ho passato a una persona a cui servono solo Internet e Micro$oft Office... povero computer...).

La scelta del nuovo portatile è ricaduta, senza neanche troppi dubbi, sullo splendido Dell XPS M1330.


Avevo bisogno di un portatile un po' più maneggevole, leggero, potente, e che non mi creasse problemi con GNU/Linux. Senza alcun dubbio, direi che ho fatto la scelta giusta. Se dovessi descriverlo con una sola parola, direi che "gioiello" è il termine più appropriato.

La prima cosa che ho fatto è stata ranzare via quello schifo immondo che è Windows Vista (già, perchè Dell Italia ancora non distribuisce portatili con GNU/Linux preinstallato). Subito dopo ho (temporaneamente) installato Ubuntu Hardy Heron per vedere se tutto l'hardware fosse in grado funzionare a dovere senza rogne (NB: in tutta sincerità, Ubuntu a me fa un pò c****e, ho sempre usato la suprema Slackware e continuerò a farlo, ma in questo caso volevo avere un riscontro immediato di cosa andava e cosa no nella maniera più veloce e a prova di niubbo possibile).
Sì è avverato un sogno: funzionava tutto. E quando dico tutto, dico proprio tutto. Controller SATA, webcam, scheda di rete wireless, lettore di impronte digitali, lettore SD-Card, tuttooooooooo!!! Grazie, Dell, grazie!!!

Allora, già che c'ero, preso da un raptus di estasi da geek, mi sono detto "perchè non proviamo finalmente OpenSolaris, ora che abbiamo un computer decente?!?".
Detto fatto, su un'altra partizione ho installato il suddetto sistema Unix derivato da Solaris della Sun Microsystems (era una vita che volevo provare ZFS).
L'installazione è stata una passeggiata, il sistema è poi partito senza problemi, ma sono quasi svenuto quando ho visto Compiz funzionare magistralmente senza che avessi fatto alcunchè. Cioè, capite, Compiz su OpenSolaris senza muovere un dito! E ha beccato pure la scheda di rete wireless! Totale, gente, davvero totale.

Beh, che dire, sono proprio soddisfatto. E qui non voglio assolutamente fare pubblicità gratuita, ma se decidete di comprare un nuovo computer e siete utenti GNU/Linux come me, ci sono davvero tante ottime ragioni per prendere un Dell.

sabato, aprile 05, 2008

Linux Installation Party al Caffè Basaglia di Torino

Il 19 aprile si terrà al Caffè Basaglia (via Mantova 34, Torino) il secondo Linux Installation Party a cura della Torino Linux Task Force.

L'evento avrà inizio alle ore 14 e si concluderà per le ore 18.

Siete tutti invitati a venire con il vostro computer per essere seguiti nell'installazione di GNU/Linux, o anche solo per porre qualche domanda o per pura e semplice curiosità.

Qui c'è volantino dell'evento (grazie a Grigio per la realizzazione):


Accorrete numerosi, il sistema operativo migliore al mondo vi aspetta!!!

lunedì, febbraio 25, 2008

Come creare un effetto "fumetto" con Gimp

Recentemente sono riuscito a trovare un modo per trasformare alcune immagini (per lo più fotografie) in simpatici fumetti, e il tutto in maniera alquanto soddisfacente.
E siccome la conoscenza va condivisa, sempre, ho deciso di fare questo piccolo tutorial.

Ok, cominciamo!

Prima di tutto, vi serve Gimp 2.4, che trovate già disponibile per Ubuntu, per Slackware, per Gentoo... insomma, per qualunque distribuzione dal momento che è l'ultima versione stabile.

Dopodichè, vi serve il seguente insieme di scripts per Gimp: Photo Effects.

Una volta scaricato l'archivio zippato (io per abitudine scarico sempre i vari archivi in /tmp), si procede all'installazione degli scripts nel seguente modo:

$ cd /tmp
$ unzip photo-effects_24.zip
$ cp ev_iccii_photoeffects_24.scm ~/.gimp-2.4/scripts
$ mv Presets ~/.gimp-2.4/gimpressionist/presets

Bene, adesso aprite Gimp, aprite un immagine a caso e andate nel menu Script-Fu; noterete subito che è apparsa una nuova voce, Photo Effects.

Bene, adesso passiamo alla parte più divertente (NB: il fatto che la scelta dell'immagine per le nostre prove sia ricaduta su una foto di Keeley Hazell, ovvero una delle più grandi gnocche sulla faccia della Terra, è da considerarsi puramente casuale...).

Aprite un'immagine e createne subito una copia.


A questo punto, sulla copia applicate il seguente effetto: Script-Fu ---> Photo Effects ---> Artist ---> Cartoon..., mentre sull'immagine originale applicate invece questo: Script-Fu ---> Photo Effects ---> Artist ---> Cartoon2... (io mi trovo bene con i valori 16 e 10, vedete un po' voi). Ricordatevi infine di unificare i livelli di entrambe le immagini prima di proseguire.


Ora, per ottenere l'effetto finale, copiate ed incollate la copia dell'immagine sull'immagine originale, e a questo punto fate un po' di prove con il Layers Mode del secondo livello che si è appena creato (in questo caso, io ho scelto "Soft Light", ma si possono fare tante altre gabole niente niente male...):


Una volta soddisfatti, unificate i livelli e avrete finito.

Se poi avete piacere di aggiungere anche un bordo, andate su Filters ---> Decor ---> Add Border..., quindi scegliete il colore e lo spessore del bordo (io ho scelto il nero con valori 12, 12 e 25). Come ultimo tocco di classe, sarebbe poi opportuno ridimensionare l'immagine alla risoluzione precedente, visto che l'aggiunta del bordo l'ha un po' inspessita. Inoltre, il ridimensionamento comporta un lievissimo effetto "sfumatura" che male non fa, anzi.

Ecco il risultato finale:


Buon divertimento!!!
E se realizzate qualcosa di carino, postate un link nei commenti così gli do un'occhiata!!!

martedì, ottobre 09, 2007

Convertire documenti di Microsoft Office in PDF tramite la riga di comando

Oggi mi sono definitivamente ed ufficialmente rotto i cojoni.

Sono stufo ed arcistufo di trovare gente che si ostina ad utilizzare gli orrendi formati proprietari di Microsoft Office per divulgare documenti et similia. Mi riferisco in particolare ad alcuni docenti che non riescono a capire che le slides sarebbe meglio distribuirle in formato PDF piuttosto che in quel cesso di PPT.

Quante volte desidero studiare al PC con un sistema leggero e minimale, un semplice Fluxbox come WM e xpdf per leggere i PDF. E invece no! Devo caricare quel bisonte di OpenOffice per poter leggere le slides o gli esercizi (questi ultimi il più delle volte in formato DOC). Poi, già che ci sono, mi metto lì e, non avendo un cazzo da fare, butto nel cesso il poco tempo prezioso che ho per esportare in PDF tutti i files, uno per uno.

Alchè oggi ho detto "basta!!!".

Ho quindi stilato, dopo qualche breve ricerca su Google, una mini-guida che spiega come convertire qualsiasi documento di Microsoft Office in PDF usando semplicemente la riga di comando. Prima di tutto, è necessario avere OpenOffice installato sul proprio sistema, poichè il tutto si baserà sull'uso di una macro creata appositamente per lo scopo.

Per prima cosa, lanciare il binario generico di OpenOffice con:

$ ooffice

Quindi, per creare una nuova macro, cliccare rispettivamente su Tools ---> Macros ---> Organize Macros ---> OpenOffice.org Basic come riportato in figura:


Cliccare poi su My Macros, Standard e quindi sul pulsante New come in figura:


A questo punto, cancellare il testo che potrebbe essere presente nell'editor di testo e copiare il seguente codice (in
Visual Basic, bleeeaaah!!!):

Sub DocumentToPDF(strFile as string)
Dim oDoc as Object
Dim strFilterSubName as String

strUrl = ConvertToUrl( strFile )
oDoc = StarDesktop.loadComponentFromURL( strUrl, "_blank", 0, array(MakePropertyValue("Hidden",true)))

If not IsNull(oDoc) Then
strFilterSubName = ""
' select appropriate filter
If oDoc.SupportsService("com.sun.star.presentation.PresentationDocument") Then
strFilterSubName = "impress_pdf_Export"
ElseIf oDoc.SupportsService("com.sun.star.sheet.SpreadsheetDocument") Then
strFilterSubName = "calc_pdf_Export"
ElseIf oDoc.SupportsService("com.sun.star.text.WebDocument") Then
strFilterSubName = "writer_web_pdf_Export"
ElseIf oDoc.SupportsService("com.sun.star.text.GlobalDocument") Then
strFilterSubName = "writer_globaldocument_pdf_Export"
ElseIf oDoc.SupportsService("com.sun.star.text.TextDocument") Then
strFilterSubName = "writer_pdf_Export"
ElseIf oDoc.SupportsService("com.sun.star.drawing.DrawingDocument") Then
strFilterSubName = "draw_pdf_Export"
ElseIf oDoc.SupportsService("com.sun.star.formula.FormulaProperties") Then
strFilterSubName = "math_pdf_Export"
ElseIf oDoc.SupportsService("com.sun.star.chart.ChartDocument") Then
strFilterSubName = "chart_pdf_Export"
Else
'
EndIf
EndIf

If Len(strFilterSubName) > 0 Then
oDoc.storeToUrl( ConvertToUrl( strFile & ".pdf" ), array(MakePropertyValue("FilterName", strFilterSubName ),MakePropertyValue("CompressMode", "1" )))
EndIf

oDoc.close(True)
End Sub

Function MakePropertyValue( Optional cName As String, Optional uValue ) As com.sun.star.beans.PropertyValue
oPropertyValue = createUnoStruct( "com.sun.star.beans.PropertyValue" )

If Not IsMissing( cName ) Then
oPropertyValue.Name = cName
EndIf

If Not IsMissing( uValue ) Then
oPropertyValue.Value = uValue
EndIf

MakePropertyValue() = oPropertyValue
End Function

Qui un piccolo screenshot:


Fatto ciò, salvare e chiudere OpenOffice.

Ok, ora arriva la parte più interessante.
Se siete in una directory in cui avete un mix letale di files PPT, DOC, XLS, ecc..., vi basta il semplice e comodo comando seguente per convertire tutti i suddetti files direttamente in PDF, senza dovervi neanche preoccupare di esplicitare il formato di origine (ci pensa la macro a rilevarlo):

$ for i in `ls *`; do ooffice "macro:///Standard.Module1.DocumentToPDF(`pwd`/$i)"; done

Naturalmente, ora ci si può sbizzarrire a fare script di ogni genere e sorta in base alle proprie necessità. Inoltre, per il comando sopra riportato non è necessario l'uso di X, perciò si possono convertire i files tranquillamente in modalità solo testuale.

Cià! :-D

lunedì, giugno 04, 2007

Nasce BarberaWare, il portale dedicato allo sviluppo di software libero in Piemonte

E' da poco nato BarberaWare, il portale dedicato agli sviluppatori indipendenti di software libero in Piemonte. News, aggiornamenti, documentazione, idee e proposte per tutti quelli che il software libero non si limitano ad usarlo ed apprezzarlo, ma lo fanno!

Dedicato a tutti coloro che vogliono distribuire il proprio codice e condividere le proprie idee in un ambiente collaborativo, esso offre pieno supporto e tutti gli strumenti necessari: spazio web, repository CVS, forum, mailing list, trackers e molto altro.

Quindi... carissimi sviluppatori piemontesi amanti della bagna caôda... fatevi avanti!!! :-D

venerdì, febbraio 02, 2007

Aprire il menu K di KDE con il tasto con il logo di Windows

Sono certo che tutti hanno ben presente il seguente tasto:


Anni fa, con l'uscita di Windows 95 se non ricordo male, la Microsoft è riuscita a mettere il suo zampino monopolista pure nell'hardware di largo consumo, espandendo il layout delle tastiere (facendole diventare "PC 105") aggiungendo due nuovi fantastici tasti: uno è quello, presentato prima, con il logo di Windows (che serviva ad aprire il menu Avvio, neanche la gente fosse così mongoplettica da non riuscire a premere Avvio col mouse), mentre l'altro è quello che attiva i menu di contesto a seconda di dove si trova il cursore del mouse (forse zio Bill si è dimenticato che i mouse per i normali PC hanno anche il tasto destro... e questo mi porta a pensare che lo stronzo a questo punto usi un Mac!).


Bene, andando contro ogni logica e buon senso, vi spiego brevemente come associare il fatidico tasto con il logo di Windows all'apertura del menu K di KDE.

Per prima cosa, aprite un terminale e digitate quanto segue:
$ cd ~
$ xmodmap -pke > .xmodmap
Quindi, aprite il file appena creato con il vostro di editor di testo preferito:
Portatevi quindi alla riga che comincia con "keycode 115" e modificatela affinchè diventi così:
keycode 115 = ISO_Level3_Shift
Notate bene che se la stringa "ISO_Level3_Shift" è presente anche in altri keycodes diversi da quello appena modificato (nel mio caso, era già presente nei keycodes 113 e 124), dovete eliminarla (solo la stringa eh, non l'intera riga di testo).
A questo punto, bisogna dire a KDE di "riconoscere" il nuovo tasto eseguendo i seguenti passi:

Control Center --> Regional & Accessibility --> Keyboard Layout ---> Xkb Options --> Enable xkb options --> Third level choosers --> Press any of Win-keys to choose 3rd level

Control Center --> Regional & Accessibility --> Keyboard Shortcuts ---> Shortcut Schemes --> Panel --> Popup Launch Menu


L'ultima cosa da fare è rendere effettivo il nuovo layout:

$ xmodmap .xmodmap

Vi auguro dunque un felice abuso del tasto di Windows!

domenica, gennaio 21, 2007

Installare X.Org 7.1 su Slackware

Ho deciso di scrivere questa mini-guida su come installare X.Org 7.1 su Slackware (prendendo inizialmente spunto da questa guida).
Questa nuova versione di X.Org, oltre a riportare notevoli migliorie rispetto alle versioni precedenti, è l'ideale per chi intende divertirsi un po' con Compiz o Beryl.

I passi che via via riporterò li ho effettuati personalmente su di una Slackware 11.0 installata su un portatile Toshiba Satellite 5200-801.

Bene, premettendo che i comandi a seguire dovranno essere tutti eseguiti con un utente diverso da root (quando si dovrà usare l'utente root lo dirò in maniera esplicita), per prima cosa è necessario procurarsi tutti i pacchetti .tgz che servono, quindi:
$ cd ~
$ mkdir xorg71
$ cd xorg71
$ wget http://heanet.dl.sourceforge.net/sourceforge/x11-pinkibuild/x11-7.1-i686-pinki2.tgz
$ wget http://heanet.dl.sourceforge.net/sourceforge/x11-pinkibuild/x11-devel-7.1-i686-pinki1.tgz
$ wget http://heanet.dl.sourceforge.net/sourceforge/x11-pinkibuild/x11-fonts-100dpi-7.1-noarch-pinki1.tgz
$ wget http://heanet.dl.sourceforge.net/sourceforge/x11-pinkibuild/x11-fonts-misc-7.1-noarch-pinki1.tgz
$ wget http://heanet.dl.sourceforge.net/sourceforge/x11-pinkibuild/x11-fonts-cyrillic-7.1-noarch-pinki1.tgz
$ wget http://heanet.dl.sourceforge.net/sourceforge/x11-pinkibuild/x11-xdmx-7.1-i686-pinki1.tgz
$ wget http://heanet.dl.sourceforge.net/sourceforge/x11-pinkibuild/x11-fonts-scale-7.1-noarch-pinki1.tgz
$ wget http://heanet.dl.sourceforge.net/sourceforge/x11-pinkibuild/x11-xnest-7.1-i686-pinki1.tgz
$ wget http://heanet.dl.sourceforge.net/sourceforge/x11-pinkibuild/x11-xvfb-7.1-i686-pinki1.tgz
$ wget http://heanet.dl.sourceforge.net/sourceforge/dropline-gnome/libwnck-2.16.2-i686-1dl.tgz
$ wget http://heanet.dl.sourceforge.net/sourceforge/dropline-gnome/librsvg-2.16.1-i686-1dl.tgz
bisogna inoltre scaricare l'ultima versione delle libXcomposite:
$ wget http://xorg.freedesktop.org/releases/individual/lib/libXcomposite-0.3.1.tar.bz2
A questo punto, bisogna passare all'utente root perchè è il momento di installare la nuova versione di X.Org:
$ su
Password:
# upgradepkg --install-new x11-*tgz
si continua quindi installando le libXcomposite:
# tar jxvf libXcomposite-0.3.1.tar.bz2
# ./configure
# make
# make install
se tutto è andato per il verso giusto, X.Org 7.1 dovrebbe essere stato installato correttamente, ma non siamo ancora giunti alla fine... :-D

Chi conosce Slackware, sa che le varie versioni 6.* di XFree86 o X.Org vengono installate nella directory "/usr/X11R6", puntata nel contempo dal link simbolico "/usr/X11".
Installando X.Org 7.1, esso viene invece messo in "/usr/X11R7" (con relativo aggiornamento del link simbolico di cui sopra). Questo fatto crea un po' di problemi dal momento che molte applicazioni che usano X cercano i files necessari proprio in "/usr/X11R6" (ignorando quindi l'esistenza del link simbolico, molto più generico e versatile). Inoltre, esaminando la variabile di ambiente $PATH, si nota che i binari di X (come ad esempio "startx" o "fluxbox") vengono sempre cercati in "/usr/X11R6/bin", col rischio così di richiamare binari, come nel mio caso, di X.Org 6.9 quando invece si vogliono usare quelli relativi alla nuova versione 7.1 appena installata. Stesso discorso vale per tutte le librerie situate in "/usr/X11R6/lib".

Per rimediare a questo fastidioso problema, consiglio a tutti di sostituire, nei files di configurazione di sistema, la stringa "X11" alla stringa "X11R6" (cominciando dai files "/etc/profile" ed "/etc/X11/xorg.conf"), procedendo poi con la reinstallazione (o, se preferite, copiando a mano da "/usr/X11R6/bin" a "/usr/X11R7/bin" stando *molto* attenti a non sovrascrivere i files nuovi con quelli vecchi) dei programmi che vivevano sotto le ali di X e che magicamente (?!?) sembrano spariti.

Una volta fatto ciò, editare il file "/etc/X11/xorg.conf" aggiungendo:
(nella sezione "Extensions")
Option "Composite" "Enable"
(nella sezione "Screen")
Option "RenderAccel" "true"
Option "AllowGLXWithComposite" "true"
Option "AddARGBGLXVisuals" "true"
Option "DisableGLXRootClipping" "true"
(nella sezione "Device")
Option "TripleBuffer" "true"
e aggiornando/sostituendo le voci che riguardano i fonts e i moduli (nella sezione "Files"):
Section "Files"
RgbPath "/usr/X11/lib/X11/rgb"
ModulePath "/usr/X11/lib/xorg/modules"
FontPath "/usr/X11/lib/X11/fonts/misc"
FontPath "/usr/X11/lib/X11/fonts/TTF"
FontPath "/usr/X11/lib/X11/fonts/OTF"
FontPath "/usr/X11/lib/X11/fonts/Speedo"
FontPath "/usr/X11/lib/X11/fonts/Type1"
# FontPath "/usr/X11/lib/X11/fonts/CID"
FontPath "/usr/X11/lib/X11/fonts/75dpi"
FontPath "/usr/X11/lib/X11/fonts/100dpi"
FontPath "/usr/local/share/fonts"
EndSection
Infine, è necessario dare una sistematina ai layouts della tastiera con:
# cd /usr/X11R7/lib/X11 ; rm -rf fs
# cd /usr/X11R7/lib/X11 ; ln -sf ../../../../etc/X11/fs fs
# cd /usr/X11R7/lib/X11 ; rm -rf lbxproxy
# cd /usr/X11R7/lib/X11 ; ln -sf ../../../../etc/X11/lbxproxy lbxproxy
# cd /usr/X11R7/lib/X11 ; rm -rf proxymngr
# cd /usr/X11R7/lib/X11 ; ln -sf ../../../../etc/X11/proxymngr proxymngr
# cd /usr/X11R7/lib/X11 ; rm -rf rstart
# cd /usr/X11R7/lib/X11 ; ln -sf ../../../../etc/X11/rstart rstart
# cd /usr/X11R7/lib/X11 ; rm -rf xdm
# cd /usr/X11R7/lib/X11 ; ln -sf ../../../../etc/X11/xdm xdm
# cd /usr/X11R7/lib/X11 ; rm -rf xinit
# cd /usr/X11R7/lib/X11 ; ln -sf ../../../../etc/X11/xinit xinit
# cd /usr/X11R7/lib/X11 ; rm -rf xsm app-defaults
# cd /usr/X11R7/lib/X11 ; ln -sf ../../../../etc/X11/xsm xsm
# cd /usr/X11R7/lib/X11 ; ln -sf ../../../../etc/X11/app-defaults app-defaults
# cd /usr/X11R7/lib/X11 ; rm -rf xkb
# cd /usr/X11R7/lib/X11 ; ln -sf ../../../../etc/X11/xkb xkb
Gli utenti poi che possegono una scheda video nVidia o ATi e che usano i rispettivi drivers proprietari per godere appieno dell'accelerazione OpenGL, dovranno come ultimissima cosa reinstallare i suddetti drivers.

Fine.

Spero di essere stato d'aiuto a qualcuno.
Eventuali commenti e/o correzioni sono assolutamente ben accetti.

Saluti! :-D

mercoledì, ottobre 25, 2006

Sistemi operativi online

Ecco qui un elenco dei cosiddetti "sistemi operativi online", vale a dire applicazioni AJAX che simulano un sistema operativo o un ambiente desktop all'interno di un web browser tramite pagine web dinamiche.

Per ora non riesco ancora a vederne l'utilità concreta, però si sa che l'informatica si sta lentamente spostando sempre di più verso ambiti web-based, quindi può darsi che questi "ambienti multipiattaforma" si riveleranno essenziali in un prossimo futuro.
  • JS/UIX - Simulazione di una shell UNIX, comprensiva di tutti i comandi base (c'è pure vi!), interamente scritta in JavaScript
  • FlyakiteOSX - Simulazione del desktop di MacOS X (comprese le chicche grafiche...)
  • YouOS - Simulazione di un ambiente desktop sviluppata da alcuni capoccioni del MIT
  • DeskWeb - Simulazione di un ambiente desktop, sotto licenza GNU GPLv2, scritta da un ragazzo di Torino conosciuto come "maxb"
  • eyeOS - Altro ottimo "web OS", sempre sotto licenza GPL, che oltre ad offrire un'interfaccia decisamente... uhm... "soave", permette, tramite la potenza di AJAX, di aggiungere nuove applicazioni e funzioni (grazie a maxb per la segnalazione!)
Se ne conoscete altri, segnalatemeli, così li aggiungo insieme a questi.

Hola!